La passione per la viticoltura è antica nella famiglia Giuratrabocchetti e si tramanda da generazioni. E’ da questa tradizione che nasce, nel 1998, l’azienda Cantine del Notaio, quando Gerardo Giuratrabocchetti, laureato in Scienze Agrarie, raccoglie, con la moglie Marcella, la sfida di valorizzare l’Aglianico del Vulture coltivato nelle proprie vigne, unendo tradizione, innovazione, storia e cultura del territorio. Con il Professor Luigi Moio, ordinario di Enologia presso l'Università degli Studi di Napoli "Federico II”, si approfondisce la ricerca sulle potenzialità enologiche di questo vitigno, il più importante del Sud Italia, austero e generoso al tempo stesso e capace di regalare vini dalla straordinaria personalità.
Le grotte e il facìle.
Una parte importante del progetto è anche nella valorizzazione delle tradizioni culturali del territorio, a partire dal recupero delle antiche grotte, risalenti al 1600 ed utilizzate dai Padri Francescani. Questi antri naturali, scavati nel tufo vulcanico, grazie ad un perfetto e naturale equilibrio di temperatura, umidità costante e ventilazione, garantiscono condizioni eccezionali di affinamento del vino, che vi riposa all’interno di barriques di rovere francese. Tutte collegate tra loro, le grotte si sviluppano nel sottosuolo del paese creando un percorso sotterraneo di grande suggestione e si irradiano da una piccola e deliziosa piazzetta, chiamata Facìle, tipica dell’architettura locale. Il Facìle, con la sua caratteristica forma a ferro di cavallo conseguente allo scavo delle grotte nel tufo, raccoglieva le acque piovane: era di fatto una specie di conca, una sorta di “bacìle”, termine da cui deriverebbe, per l’appunto, l’espressione dialettale “Facìle”. Nelle grotte, un presepe permanente e animato rappresenta il percorso del vino che è, al tempo stesso, un percorso fisico ma anche spirituale, riproponendo i mestieri antichi legati a questo mondo ricco di valori e tradizioni.
La cantina di vinificazione
A Serra del Granato, ai piedi del Vùlture, tra paesini arroccati sulle colline, vigneti e uliveti, sorge la nuova cantina di vinificazione. La parte tecnologica, innovativa e ispirata alle nuove frontiere della sperimentazione enologica, è racchiusa all’interno di un edificio che si ispira alle antiche masserie lucane, perfettamente integrato nel territorio pur nella sua funzionalità.
Il territorio
La Basilicata è una piccola e incontaminata regione nel cuore verde del Sud Italia. Il Vulture,il maestoso vulcano spento che nutre sulle sue pendici vigne di aglianico e ulivi secolari, è il custode di un territorio ricco di storia, arte, ricchezze naturali e paesaggistiche, di tradizioni eno-gastromiche e di grandi ospitalità. Tra le orme dell’ordine dei Templari che in Basilicata sembra ebbe il suo fondatore e i castelli degli imperatori Svevi, tra le vestigia dei Romani e dei Greci, questa terra, culla delle più antiche civiltà, regala anche grandi e luminosi orizzonti che conquistano i visitatori che vogliano trovare percorsi inesplorati e ancora poco noti, ma pieni di suggestioni e autenticità.
Il vitigno e i vigneti
L’Aglianico è un vitigno noto fin dai tempi dell’antica Grecia. Cantato dal poeta latino Orazio, è coltivato sulle pendici del vulcano Monte Vùlture, che è all’origine di quei fattori naturali che determinano la tipica composizione e maturazione di queste uve. Infatti, grazie alla natura vulcanica dei terreni, fertili e ricchi di particolari elementi minerali, alla presenza in profondità di strati tufacei che funzionano da riserva di acqua nei periodi più siccitosi dell’anno (quello che i contadini del posto chiamano “il tufo che allatta”) ed al microclima del tutto particolare, i grappoli, attentamente selezionati e sapientemente lavorati, permettono di ottenere un vino forte, con spiccata personalità, prezioso nel colore rubino e dai profumi complessi. Per questo l’azienda ha dedicato particolare attenzione alla scelta dei vigneti. I circa 30 ettari di proprietà sono distribuiti nelle contrade più tipiche e più rinomate dell’area del Vulture (Rionero, Barile, Ripacandida, Maschito e Ginestra) con alcune vigne vecchie di oltre cento anni. Tutti terreni che, pur avendo natura diversa (sabbiosi, pozzolanici, di medio impasto e argillosi), hanno in comune lo strato di tufo vulcanico ed una esposizione pedoclimatica che consente la perfetta maturazione di questo che è uno dei vitigni più tardivi per epoca di raccolta (da metà ottobre a metà novembre).
La sperimentazione
Le tecniche di coltivazione si ispirano a criteri biologici e biodinamici, atti a potenziare l’accumulo di riserva idrica, nonché il contenuto di sostanza organica. Gerardo Giuratrabocchetti ha fatto suo, della biodinamica, l’approccio scientifico indirizzato al rispetto della vita della pianta, dell’ambiente circostante e della “vitalità” naturale ed intrinseca del terreno. La forte vocazione alla ricerca, alla valorizzazione delle tradizioni e alla sperimentazione ha dato vita anche ad un progetto di grande interesse con la scoperta e la coltivazione di altri 40 vitigni storicamente coltivati, in un’opera di recupero del germoplasma lucano, in collaborazione con le strutture operative della Regione Basilicata (A.L.S.I.A. Agenzia Lucana per lo Sviluppo in Agricoltura) e di Istituti di Ricerca e Universitari. L’azienda è certificata per la Qualità e per l’Ambiente, secondo le norme UNI EN ISO 9001 e UNI EN ISO 14001.
Dati tecnici
Superficie totale dei vigneti: circa 30 ettari direttamente condotti di cui: 14,50 Ha nel Comune di Maschito, 2,50 Ha nel Comune di Rionero in Vulture, 5,80 Ha nel Comune di Ginestra, 4,00 Ha nel Comune di Ripacandida e 3,00 Ha nel Comune di Barile. La diversa dislocazione dei vigneti consente di verificare l’ ”effetto ambiente” sulle potenzialità espressive del vitigno coltivato, essendo uguali sesti di impianto, cloni, portainnesti, forme di potatura e di conduzione agronomica dei diversi vigneti. Vitigni coltivati: Aglianico del Vulture, Moscato Bianco e Malvasia Bianca del Vulture, Fiano. Sono altresì coltivati altri 40 vitigni autoctoni in un’opera di recupero del germoplasma lucano, in collaborazione con le strutture operative della Regione Basilicata (A.L.S.I.A. Agenzia Lucana per lo Sviluppo in Agricoltura) e con l’Istituto di san Michele all’Adige. Forma di allevamento e potatura della vite: l’allevamento della vite viene realizzato con il sistema a controspalliera con potatura a cordone speronato. Numero di piante per ettaro: circa 5.000 piante per ettaro. Lavorazione del terreno: sono realizzate pratiche agronomiche atte a potenziare l’accumulo di riserva idrica, nonché il contenuto di sostanza organica. Dette pratiche sono, inoltre, finalizzate ad ottimizzare la “vitalità” naturale ed intrinseca del terreno. Tutta la gestione è fatta seguendo rigorosamente il disciplinare di coltivazione biologica, a cui l’azienda aderisce dal 1998 e, dal 2002, anche secondo le indicazioni della biodinamica. Vendemmia: l’epoca di vendemmia va, a seconda della stagione, dalla metà di ottobre all’inizio di novembre. La vendemmia viene effettuata rigorosamente a mano ponendo l’uva in cassette del peso medio di 20 Kg, per evitare il danneggiamento del grappolo. Produzione per ettaro: la produzione media è di circa 60 q.li per ettaro di uva (al di sotto di quanto stabilito dal disciplinare di produzione dell’Aglianico del Vulture che prevede 100 q.li/Ha) con una resa del 65% (il disciplinare prevede il 70%).
I vini
Oggi nelle Cantine del Notaio vengono prodotti, tutti esclusivamente da uve Aglianico, quattro vini rossi (La Firma, Il Repertorio, L’Atto e Il Sigillo), un rosato (Il Rogito), due spumanti Metodo Classico (La Stipula Rosé e La Stipula Bianca) . Questi vini sono il risultato di anni di lavoro e di studio finalizzati ad esplorare tutte le potenzialità enologiche del vitigno. Ciascuno di essi contribuisce, infatti, in modo differente, ad esprimere il complesso ed articolato quadro sensoriale dell’Aglianico del Vulture. Accanto ai sei vini d’Aglianico, ci sono L’Autentica, un vino bianco dolce ottenuto da uve appassite dei vitigni Moscato e Malvasia tradizionalmente coltivati nell’areale del Vulture e i due vini bianchi, Il Preliminare e La Raccolta, entrambi ottenuti dalla vinificazione in bianco di uve aglianico e da altri vitigni a bacca bianca.
Etichette Cantine del Notaio soc.agr.
Nome bottiglia: La stipula bianco
Azienda produttrice
Grado alcolico
Nome vigneto
Prezzo medio
Cantine del Notaio soc.agr.
13 gradi
€. 17,10
Tipologia terreno: Argilloso su strato di tufo vulcanico - Eventuale invecchiamento: invecchiamento
Nome bottiglia: Il Rogito
Azienda produttrice
Grado alcolico
Nome vigneto
Prezzo medio
Cantine del Notaio soc.agr.
14 gradi
€. 11,7
Tipologia terreno: Argilloso su strato di tufo vulcanico - Eventuale invecchiamento: invecchiamento
Nome bottiglia: L' Atto
Azienda produttrice
Grado alcolico
Nome vigneto
Prezzo medio
Cantine del Notaio soc.agr.
14 gradi
€. 9,90
Tipologia terreno: Argilloso su strato di tufo vulcanico - Eventuale invecchiamento: invecchiamento
Nome bottiglia: La Firma
Azienda produttrice
Grado alcolico
Nome vigneto
Prezzo medio
Cantine del Notaio soc.agr.
14,5 gradi
€. 28,80
Tipologia terreno: Argilloso su strato di tufo vulcanico - Eventuale invecchiamento: invecchiamento
Nome bottiglia: L'Autentica
Azienda produttrice
Grado alcolico
Nome vigneto
Prezzo medio
Cantine del Notaio soc.agr.
14 gradi
€. 26,10
Tipologia terreno: Argilloso su strato di tufo vulcanico - Eventuale invecchiamento: invecchiamento