primi piatti della tradizione lucana, carni rosse e bianche, salumi,
pecorino di Filiano, canestrato di Moliterno, caciocavallo podalico.
Acidità totale minima: 5 per mille Estratto secco netto minimo: 22 per mille Caratteristiche: Spumante, Secco (Dry) Colore: rosso rubino più o meno intenso o granato vivace. Odore: vinoso, delicatamente profumato, caratteristico. Sapore: asciutto, sapido, fresco, armonico, giustamente tannico.
L’Aglianico del Vulture è conosciuto quasi esclusivamente come vino
rosso fermo. In realtà il disciplinare prevede anche la tipologia
Aglianico del Vulture Spumante. In questa versione il vino si presenta
con maggiori doti di freschezza: è reso brioso dalle bollicine rosse che
sprigionano note profumate di lampone, fragola e ciliegia. L’Aglianico è
il vitigno principe della Basilicata. Non c’è dunque da stupirsi se
viene proposto come base di vini fermi strutturati, spumanti freschi e
passiti dolci. Il vitigno è presente in Basilicata da secoli: fu
portato in Italia dai Greci intorno all’VIII secolo a.C. Fino a poco
tempo fa il vino che produceva era utilizzato principalmente come vino
da taglio per correggere vini dal colore scarico o con poco corpo. Era
ritenuto grezzo e dotato di eccessiva acidità. Molti viticoltori, però,
hanno cominciato a produrre vini di maggiore grazia e armonia
permettendo all’Aglianico del Vulture di raggiungere livelli qualitativi
di indubbio interesse. Si tratta di un vino che alla potenza ha saputo
coniugare armonia ed equilibrio. È prodotto con uve allevate sui pendii
dell’omonimo vulcano, inattivo dalla fine del secolo scorso.
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