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Oltrepò Pavese



Tipologia

Rosato - Lombardia

Classificazione

Doc

Colore

rosato tendente al cerasuolo

Gradazione

11,5% minimo

Vitigni Utilizzati

Pinot Nero 70% - 100% Pinot Bianco, Pinot Nero, Chardonnay 0% - 30%


L’Oltrepò Pavese incuneato fra il Piemonte e l’Emilia Romagna fino a toccare l’Appennino Ligure, è la terra del vino. Tante civiltà hanno lasciato il segno del loro passaggio e ne hanno sfruttato le fertili terre che, adatte da sempre alla coltivazione della vite, producono vini di qualità. L’Oltrepò Pavese Rosato DOC è la versione rosé dell’Oltrepò Pavese Rosso. È di colore rosa più o meno carico, brillante, con una buona viscosità. Deve avere una gradazione alcolica minima di 10,5° e può essere prodotto nella versione vivace, frizzante o ferma. Differisce dal Rosso per la durata della macerazione che in questo caso, essendo parziale, conferisce al vino il caratteristico colore rosé. I vitigni Barbera, Bonarda e Pinot Nero si coltivano nella zona più orientale della provincia di Pavia nei comuni di San Damiano al Colle e Rovescala, al confine con la provincia di Piacenza. La zona del Bronese e di Cigognola, che prosegue poi in fascia medio bassa nella collina prospiciente la pianura fino a Corvino San Quirico, la Valle Losana e le colline circostanti, hanno un’elevata vocazionalità per la Croatina e per il vitigno Barbera soprattutto se coltivato entro i 250 m di quota. L’Oltrepò Pavese Rosato è ottenuto dalle stesse uve con cui è prodotto l’Oltrepò Pavese Rosso: Barbera, Bonarda (localmente detta Croatina), Pinot Nero, Uva Rara e Ughetta di Canneto o Vespolina. Il vitigno Barbera ha sicure origini piemontesi ed è coltivato sul territorio dell’Oltrepò sin dagli inizi del 1800, tanto da diventare nei tempi simbolo della viticoltura locale. E oggi è il vitigno più coltivato. Il Bonarda nasce alla fine degli anni ’60 grazie alla scoperta dei produttori locali delle enormi potenzialità di questo vitigno. Il vitigno Croatina se coltivato in certe zone e con certe attenzioni può dare uve di buon grado alcolico, buona tannicità per la produzione di vini importanti. Il Pinot Nero proviene dalla regione francese del Bordolese da dove venne importato in Italia nel 1800. Il Rosso Oltrpò Pavese ha ricevuto la Denominazione di Origine Controllata nel 1970. L’Oltrepo’ Pavese Rosato è ottenuto dallo stesso uvaggio dell’Oltrepò Pavese Rosso: Barbera fino a un massimo del 65%; Croatina minimo 25%, Uva rara, Ughetta (Vespolina) e Pinot Nero, congiuntamente o disgiuntamente, fino a un massimo del 45%. Dopo la pigiatura, le uve vengono messe a fermentare e a macerare assieme alla vinaccia solo poche ore in recipienti chiamati fermentini. È durante questa fase che bucce e vinacce rilasciano i pigmenti che conferiscono il colore rosa al vino. Con la successiva svinatura, si separa la vinaccia dal mosto travasando il vino in vasche di conservazione. In queste vasche a causa dell’abbassamento della temperatura si blocca la fermentazione alcolica e inizia la fermentazione malolattica. In questa fase il vino subisce una riduzione di acidità e acquisisce stabilità, limpidezza e parte delle caratteristiche organolettiche tipiche.

Il vino viene stabilizzato e imbottigliato.
Le bottiglie vanno tenute, coricate, in scaffalature di legno, perché questo materiale attutisce i colpi e le vibrazioni; devono essere conservate al buio, a temperatura costante fra 10 e 15°C e con un’umidità intorno al 70-75%, in modo che il tappo non si asciughi.