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Bardolino Superiore DOCG



Tipologia

Rosso - Veneto

Classificazione

DocG.

Colore

rosso rubino, tendente al granato con l'invecchiamento

Gradazione

minimo 12%

Vitigni Utilizzati

Corvina Veronese (35-65%), Rondinella (10-40%), Molinara, Rossignola, Barbera, Sangiovese, Merlot, Cabernet Sauvignon (massimo 20%)


ABBINAMENTI:

Prosciutto Veneto Euganeo, soppressa, Asiago, primi piatti al ragù, risi e bisi, anguille alla gardesana.

Il Bardolino è uno dei vini più conosciuti del Veneto. Si produce nei pressi del Lago di Garda, in una quindicina di comuni in provincia di Verona. È un vino che nasce dall’armonico incontro tra uve Corvina Veronese (35-65%), Rondinella (10-40%), Molinara, Rossignola, Barbera, Sangiovese, Merlot, Cabernet Sauvignon (massimo 20%). La Corvina contribuisce essenzialmente a dare corpo e colore al vino, la Rondinella dona un tipico e ricercato sentore erbaceo, mentre gli altri vitigni concorrono a fornire freschezza e morbidezza al vino.
Quando questo vino proviene dalle zone di più antica origine vinicola, cioè dai comuni di Bardolino, Garda, Lazise, Affi, Costermano e Cavaion, assume la definizione di Classico. È un vino non particolarmente longevo e va infatti consumato preferibilmente entro 2-3 anni dalla vendemmia, altrimenti perde in fragranza e freschezza. Conquista facilmente per la sua immediatezza e versatilità. È di grande piacevolezza senza presentare troppe complessità gusto-olfattive.

Zona di produzione e storia

La zona di produzione del Bardolino Superiore è il territorio dei comuni di Bardolino, Garda, Lazise, Affi, Costermano, Cavaion, Torri del Benaco, Caprino, Rivoli Veronese, Pastrengo, Bussolengo, Sona, Sommacampagna, Castelnuovo, Peschiera, Valeggio sul Mincio in provincia di Verona.
Questo vino prende il nome dall'omonimo paese situato sulle verdissime coste orientali del lago di Garda. Nella zona di produzione del vino Bardolino la vite viene coltivata fin dall'età del bronzo, come testimoniano alcuni semi ritrovati nelle palafitte di Peschiera, Lazise, Cisano, Pacengo e Bor. Il nome, sicuramente di origine germanica, potrebbe derivare, come vuole la leggenda, da Bardali, figlia del re Axuleto e nipote di Manto, fondatrice di Mantova e cantata dal poeta latino Virgilio e da Dante Alighieri nella Divina Commedia.
Nel periodo medioevale la produzione del Bardolino fu continuata dai Monaci della Chiesa di San Colombano, che salvarono questo vino dalla sua scomparsa.
Fino al 1800, per produrre il Bardolino, era diffusa l'usanza di far fermentare il mosto in alcune cavità in zone impermeabili del terreno coperte da lastre di pietra. Con decreto del 1 agosto 2001 è stata assegnata la denominazione di origine controllata e garantita (docg) al vino Bardolino Superiore.